2 November 2026
P. Edmund Power
Direttore, Oblati di Sant’Anselmo
L’umiltà è una virtù fondamentale della vita monastica; può essere compresa attraverso quattro prospettive: la Sacra Scrittura, i comportamenti quotidiani, il pensiero classico e il capitolo 7 della Regola. Nella Bibbia, Michea invita a «camminare umilmente con il tuo Dio» (Mic 6,8), cioè a riconoscere il proprio bisogno di Lui. Isaia presenta Dio come l’Alto e l’Eccelso che, tuttavia, dimora anche con gli oppressi e gli umili per ravvivarne lo spirito (Is 57,15). Nel Nuovo Testamento, Gesù si definisce «mite e umile di cuore» (Mt 11,28-29), mentre la lettera ai Filippesi mostra Cristo che assume la condizione di servo, umilia se stesso e si fa obbediente fino alla morte (Fil 2,7-8). L’umiltà appare così come apertura alla presenza di Dio, fiducia e obbedienza.
Nella vita quotidiana l’umiltà è difficile da definire, ma facile da riconoscere. Non coincide con la falsità, con l’adulazione o con la ricerca interessata di vantaggi; al contrario, rende la persona sincera, semplice e moralmente autorevole. L’umile non perde la propria dignità, ma la accresce.
Questa visione si distingue dal pensiero classico, nel quale i termini greco tapeinos e latino humilis, collegato a humus, indicavano soprattutto bassezza fisica o sociale e una scarsa considerazione di sé. La prospettiva cristiana rovescia tali valori: nella Regola benedettina, infatti, «con l’umiltà si sale» (RB 7,7).
Il capitolo 7 della Regola descrive questo cammino mediante la scala dei dodici gradini, pur senza imporre necessariamente una progressione rigida. I precedenti si trovano in Cassiano e nella Regola del Maestro. Il percorso muove dalla consapevolezza della presenza di Dio e conduce, attraverso distacco, obbedienza, pazienza, trasparenza, semplicità, modestia, fedeltà alla tradizione, silenzio, sobrietà, calma e coerenza, a una trasformazione dell’intera persona. Particolare rilievo assume il primo gradino, nel quale ricorrono espressioni come «sempre», «in ogni ora» e «giorno e notte»: esse richiamano un’attenzione costante a Dio, alle proprie intenzioni e all’orizzonte escatologico.
La scala dell’umiltà non mira quindi alla mortificazione della persona, ma alla sua maturazione spirituale e alla progressiva purificazione delle motivazioni: Una volta ascesi tutti questi gradi dell'umiltà, il monaco giungerà subito a quella carità, che quando è perfetta, scaccia il timore ;per mezzo di essa comincerà allora a custodire senza alcuno sforzo e quasi naturalmente, grazie all'abitudine, tutto quello che prima osservava con una certa paura; in altre parole non più per timore dell'inferno, ma per amore di Cristo, per la stessa buona abitudine e per il gusto della virtù. (RB 7,67-69).
More News
A delegation from Sant’Anselmo visited the restored Basilica of Saint Benedict and the Abbey of Saint Benedict on the Mountain in Norcia to mark the opening of the celebratory year of Norcia.
Collegio Sant’Anselmo convened its residents for a Day of Formation examining the theological, canonical and institutional dimensions of spiritual abuse in the Church.
Meeting at the Basilica of Sant’Anselmo with the Benedictine and Dominican communities, Pope Leo XIV began the Lenten Stational Church pilgrimage, moving in penitential procession to the Basilica of Santa Sabina.


