Da sinistra: P. Lorenzo Sena e Priore P. Brendan Coffey

3 Dicembre 2025

In linea con la tradizione benedettina della formazione permanente, la comunità del Collegio Sant’Anselmo osserva una giornata di ritiro all’inizio dei tempi liturgici di Avvento e Quaresima. La giornata è una parte cruciale della disciplina spirituale dei residenti, trascorsa in silenzio e preghiera, con l’offerta di musica durante il pranzo. Quest’anno, domenica 30 novembre, abbiamo avuto il piacere di accogliere un membro della famiglia di Sant’Anselmo che ha fatto ritorno, Padre Lorenzo Sena OSB.

P. Lorenzo è un monaco della Congregazione Benedettina Silvestrina del Monastero di San Silvestro a Monte Fano, Fabriano. Ex alunno di Sant’Anselmo, è ben noto per i suoi studi e la diffusione della spiritualità benedettina. È autore di Appunti sulla Regola di San Benedetto, un commentario sulla formazione monastica e degli oblati, che esplora temi come la vita fraterna, la lectio divina e la dimensione spirituale del lavoro. Inoltre, P. Lorenzo ha contribuito alla ricerca storica sulla tradizione silvestrina, in particolare con il suo studio Storia e tradizione agiografica nella “Vita Silvestri”, dedicato al fondatore dell’Ordine, San Silvestro Guzzolini. Come relatore per ritiri, settimane bibliche e conferenze per monaci e laici, P. Lorenzo è riconosciuto per la sua capacità di integrare la tradizione benedettina con i bisogni spirituali del nostro tempo.

Il tema della giornata è stato la Liturgia dell’Avvento, esplorata attraverso due conferenze. P. Lorenzo si è concentrato inizialmente sull’antifona di apertura dell’anno liturgico, In illa die (“In quel giorno”), utilizzando la domanda “Quando?” — una supplica ricorrente nei Salmi — come cornice per discutere la fede e la speranza che sostengono il tempo di Avvento. Ha sottolineato che l’Avvento celebra le molteplici venute del Signore: l’Incarnazione storica, il ritorno finale alla fine dei tempi e la continua venuta actualis di Cristo nel presente. Contrastando la riduzione popolare dell’Avvento a una mera preparazione al Natale, P. Lorenzo ha evidenziato l’essenziale dimensione escatologica. Per i monaci in particolare, ha sostenuto, questo dovrebbe essere un punto forte di appassionata attesa per l’incontro ultimo con il Signore, racchiuso nella chiusura scritturale: “Vieni, Signore Gesù!”. La ricca tradizione monastica, specialmente la sua “devozione al cielo” e il concetto di compunctio — umiltà nata dalla consapevolezza della miseria umana e del bisogno di Dio — coltiva questo orientamento, vedendo il monaco come un abitante della Gerusalemme Celeste.

Nella seconda conferenza, P. Lorenzo ha esplorato ulteriormente questo desiderio escatologico attraverso la lente di San Gregorio Magno, in particolare i suoi Moralia in Job, e la sua enfasi sull’infinita distanza tra Creatore e creatura. A causa dell’oscurità della nostra natura decaduta, la visione completa dell’essenza di Dio è impossibile in questa vita; essa attende il passaggio attraverso la morte. Tuttavia, attingendo all’immagine di Gregorio dei vestigia Dei (le “orme di Dio”), ha sostenuto che quando siamo “toccati dal soffio dello Spirito”, l’amore per la nostra patria spirituale ci offre “barlumi di contemplazione” — brevi, rare, ma potenti “anticipazioni” del Divino. Questi momenti, come Mosè che vede solo le “spalle” di Dio nell’Esodo, dilatano il cuore e concedono la forza per affrontare le sfide della vita quotidiana, aiutandoci a perseguire Dio seguendo le “orme del suo amore”. P. Lorenzo ha concluso richiamando la famosa visione di San Benedetto, dove “all’anima che vede il Creatore, tutta la creazione appare ben piccola”, affermando che il compito monastico in ogni generazione è di riscoprire e proporre continuamente questa profonda dottrina del desiderio di Dio.

La comunità del Collegio Sant’Anselmo estende il suo più caloroso apprezzamento a P. Lorenzo Sena per la sua eccellente preparazione e le erudite conferenze, che sono state profondamente in risonanza con l’ethos benedettino. Siamo stati anche grati di averlo avuto a presiedere la Messa conventuale. È stata una gioia particolare accogliere nuovamente un ex alunno del Collegio per condividere la sua saggezza con la prossima generazione di monaci, rafforzando il nostro impegno per la formazione monastica mentre iniziamo questo nuovo anno liturgico.

Da sinistra: P. Lorenzo Sena e Priore P. Brendan Coffey

3 Dicembre 2025

In linea con la tradizione benedettina della formazione permanente, la comunità del Collegio Sant’Anselmo osserva una giornata di ritiro all’inizio dei tempi liturgici di Avvento e Quaresima. La giornata è una parte cruciale della disciplina spirituale dei residenti, trascorsa in silenzio e preghiera, con l’offerta di musica durante il pranzo. Quest’anno, domenica 30 novembre, abbiamo avuto il piacere di accogliere un membro della famiglia di Sant’Anselmo che ha fatto ritorno, Padre Lorenzo Sena OSB.

P. Lorenzo è un monaco della Congregazione Benedettina Silvestrina del Monastero di San Silvestro a Monte Fano, Fabriano. Ex alunno di Sant’Anselmo, è ben noto per i suoi studi e la diffusione della spiritualità benedettina. È autore di Appunti sulla Regola di San Benedetto, un commentario sulla formazione monastica e degli oblati, che esplora temi come la vita fraterna, la lectio divina e la dimensione spirituale del lavoro. Inoltre, P. Lorenzo ha contribuito alla ricerca storica sulla tradizione silvestrina, in particolare con il suo studio Storia e tradizione agiografica nella “Vita Silvestri”, dedicato al fondatore dell’Ordine, San Silvestro Guzzolini. Come relatore per ritiri, settimane bibliche e conferenze per monaci e laici, P. Lorenzo è riconosciuto per la sua capacità di integrare la tradizione benedettina con i bisogni spirituali del nostro tempo.

Il tema della giornata è stato la Liturgia dell’Avvento, esplorata attraverso due conferenze. P. Lorenzo si è concentrato inizialmente sull’antifona di apertura dell’anno liturgico, In illa die (“In quel giorno”), utilizzando la domanda “Quando?” — una supplica ricorrente nei Salmi — come cornice per discutere la fede e la speranza che sostengono il tempo di Avvento. Ha sottolineato che l’Avvento celebra le molteplici venute del Signore: l’Incarnazione storica, il ritorno finale alla fine dei tempi e la continua venuta actualis di Cristo nel presente. Contrastando la riduzione popolare dell’Avvento a una mera preparazione al Natale, P. Lorenzo ha evidenziato l’essenziale dimensione escatologica. Per i monaci in particolare, ha sostenuto, questo dovrebbe essere un punto forte di appassionata attesa per l’incontro ultimo con il Signore, racchiuso nella chiusura scritturale: “Vieni, Signore Gesù!”. La ricca tradizione monastica, specialmente la sua “devozione al cielo” e il concetto di compunctio — umiltà nata dalla consapevolezza della miseria umana e del bisogno di Dio — coltiva questo orientamento, vedendo il monaco come un abitante della Gerusalemme Celeste.

Nella seconda conferenza, P. Lorenzo ha esplorato ulteriormente questo desiderio escatologico attraverso la lente di San Gregorio Magno, in particolare i suoi Moralia in Job, e la sua enfasi sull’infinita distanza tra Creatore e creatura. A causa dell’oscurità della nostra natura decaduta, la visione completa dell’essenza di Dio è impossibile in questa vita; essa attende il passaggio attraverso la morte. Tuttavia, attingendo all’immagine di Gregorio dei vestigia Dei (le “orme di Dio”), ha sostenuto che quando siamo “toccati dal soffio dello Spirito”, l’amore per la nostra patria spirituale ci offre “barlumi di contemplazione” — brevi, rare, ma potenti “anticipazioni” del Divino. Questi momenti, come Mosè che vede solo le “spalle” di Dio nell’Esodo, dilatano il cuore e concedono la forza per affrontare le sfide della vita quotidiana, aiutandoci a perseguire Dio seguendo le “orme del suo amore”. P. Lorenzo ha concluso richiamando la famosa visione di San Benedetto, dove “all’anima che vede il Creatore, tutta la creazione appare ben piccola”, affermando che il compito monastico in ogni generazione è di riscoprire e proporre continuamente questa profonda dottrina del desiderio di Dio.

La comunità del Collegio Sant’Anselmo estende il suo più caloroso apprezzamento a P. Lorenzo Sena per la sua eccellente preparazione e le erudite conferenze, che sono state profondamente in risonanza con l’ethos benedettino. Siamo stati anche grati di averlo avuto a presiedere la Messa conventuale. È stata una gioia particolare accogliere nuovamente un ex alunno del Collegio per condividere la sua saggezza con la prossima generazione di monaci, rafforzando il nostro impegno per la formazione monastica mentre iniziamo questo nuovo anno liturgico.

Altre Notizie

  • I residenti del Collegio Sant’Anselmo hanno osservato la loro Giornata di Ritiro di Avvento, con la visita dell'ex alunno P. Lorenzo Sena OSB, il quale ha parlato della dimensione escatologica della liturgia dell’Avvento e dell’attenzione monastica al desiderio di Dio.

  • Il Collegio Sant’Anselmo ha tenuto la sua Giornata di Formazione autunnale sul tema “Per un uso monastico di Internet?”. La sociologa Isabelle Jonveaux ha guidato due conferenze, stimolando una riflessione su come i media digitali plasmano la vita monastica contemporanea.

  • Papa Leone XIV ha preso possesso della Basilica di San Paolo fuori le Mura durante una cerimonia che ha coinvolto membri del Collegio e della Schola di Sant’Anselmo. Il Papa, nell’omelia, ha riflettuto sull’universalità della salvezza e sull’urgenza dell’annuncio del Vangelo.