20 Luglio 2026
Sabato 2 maggio 2026, il Collegio Sant’Anselmo ha tenuto la Giornata di Formazione del semestre primaverile, riunendo più di 100 residenti per riflettere su una sfida ecclesiale cruciale. La giornata di studio si è concentrata sul tema, L’Abuso Spirituale: Ferita Aperta Nella Nostra Chiesa. Organizzata su invito del Priore Brendan Coffey OSB, che presta servizio part-time presso il Dicastero per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di Vita Apostolica, la presentazione principale è stata tenuta da Suor Tiziana Merletti SFP, Segretario del Dicastero.
Nella sua presentazione, Sr. Merletti ha contestualizzato l'abuso spirituale all'interno della recente storia magisteriale e dei continui sviluppi canonici. Sebbene il termine sia stato utilizzato in modo prominente da Papa Francesco nella sua Lettera al Popolo di Dio del 2018, rimane un fenomeno complesso sottoposto a valutazione giuridica formale. Sr. Merletti ha osservato che il Dicastero per i Testi Legislativi, agendo su proposta del Dicastero per la Dottrina della Fede, ha istituito una commissione di lavoro presieduta dall'Arcivescovo Filippo Iannone per determinare come il delitto di abuso spirituale possa essere integrato nel Codice di Diritto Canonico. Questo sforzo sistemico sottolinea la gravità di un problema definito fondamentalmente come manipolazione emotiva e psicologica messa in atto "in nome di Dio", che in definitiva deforma l'immagine del divino di una persona e danneggia la sua vita interiore.
Una parte significativa della giornata è stata dedicata all'esplorazione delle delicate dinamiche dell'accompagnamento spirituale, distinguendolo accuratamente dalla rigida direzione spirituale. Sr. Merletti ha osservato che l'accompagnamento è intrinsecamente asimmetrico, in quanto crea una profonda vulnerabilità nel momento in cui l'individuo condivide aspetti intimi della propria anima. Per salvaguardare questa relazione, ha sottolineato l'importanza di implementare un chiaro codice di condotta etico, facendo riferimento a quadri normativi come quelli formulati dall'Australian Ecumenical Council for Spiritual Direction (Consiglio Ecumenico Australiano per la Direzione Spirituale). Tali linee guida stabiliscono sani confini riguardo alla riservatezza, alla frequenza degli incontri e alla libertà reciproca, contrastando il dannoso malinteso secondo cui una guida spirituale possa esigere un'obbedienza cieca e incondizionata.
La sessione di formazione ha inoltre esaminato come il diritto canonico esistente protegga la libertà spirituale e l'interiorità dei fedeli in quanto beni giuridici fondamentali. Sr. Merletti ha evidenziato specifici confini storici e legali, tra cui il Canone 214, che stabilisce il diritto di seguire il proprio metodo di vita spirituale, il Canone 219, che garantisce l'immunità dalla coercizione nella scelta dello stato di vita, e il Canone 220, che protegge la riservatezza personale. All'interno delle comunità religiose, la rigida separazione tra foro interno e foro esterno rimane una salvaguardia cruciale. I Canoni 630 e 985 vietano esplicitamente a superiori, maestri dei novizi e rettori di seminario di indurre i membri a manifestare la propria coscienza o di fare un uso improprio delle conoscenze acquisite in confessione per il governo esterno, garantendo che l'autorità non comprometta mai l'autodeterminazione spirituale.
Oltre alle relazioni individuali, la presentazione ha affrontato le dimensioni sistemiche dell'abuso spirituale all'interno delle istituzioni religiose, una vulnerabilità studiata da vicino da autori come Dysmas de Lassus. Quando una cultura istituzionale confonde il dono radicale di sé con la resa totale della coscienza, la distinzione vitale tra governo e foro interno viene compromessa. Sr. Merletti ha presentato una checklist completa per consentire alle comunità di valutare le proprie pratiche, esortando i superiori a implementare procedure di segnalazione trasparenti, programmi di tutela obbligatori e rigorosi controlli dei precedenti per coloro che vengono eletti ad un ruolo di governo. Tali misure impediscono all'autoreferenzialità istituzionale di sopprimere le segnalazioni nel tentativo di evitare lo scandalo.
La Giornata di Formazione si è conclusa con l'invito ad allineare le pratiche di leadership con le virtù della responsabilità, della verità e dell'umiltà. Riflettendo sulle recenti indicazioni di Papa Leone XIV, che ha messo in guardia contro l'"abuso del nome di Dio" e ha incoraggiato una profonda collaborazione con la Pontificia Commissione per la Tutela dei Minori, l'assemblea ha considerato come culture istituzionali sane possano garantire che la giustizia sia vissuta con misericordia. Attraverso eventi di questo calibro, il Collegio Sant’Anselmo continua a compiere la sua missione vitale per la Confederazione Benedettina, fornendo alla prossima generazione di leader monastici la profondità teologica e la chiarezza canonica necessarie per promuovere comunità sicure, trasparenti ed edificanti.
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